giovedì, 17 Settembre 2026

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Turismo: l’Istat “conferma” la crescita

A luglio scorso erano state rese pubbliche diverse stime molto positive sull’andamento del turismo in Italia nel primo semestre 2026. Dopo i dati molto buoni del 2025, il primo semestre 2026 confermava e rafforzava la prospettiva di un nuovo miglioramento. Il 14 settembre l’ISTAT ha diramato la propria stima dei flussi…

A luglio scorso erano state rese pubbliche diverse stime molto positive sull’andamento del turismo in Italia nel primo semestre 2026. Dopo i dati molto buoni del 2025, il primo semestre 2026 confermava e rafforzava la prospettiva di un nuovo miglioramento. Il 14 settembre l’ISTAT ha diramato la propria stima dei flussi turistici relativi ai primi due trimestri 2026, e naturalmente a far testo è quest’ultima. Che è un po’ meno ottimistica delle due precedenti, ma ne conferma gli elementi di fondo.

Vediamo come. I primi dati erano stati quelli resi noti dal Viminale, che li raccoglie dalla piattaforma Alloggiati Web gestita dalla Polizia di Stato, banca dati nella quale si riversano tutte le comunicazioni che le strutture ricettive, alberghiere ed extra-alberghiere, sono tenute a inviare alle Questure relativamente alle persone accolte. Nel primo semestre 2026, secondo la Polizia di Stato, si era registrata una crescita complessiva degli arrivi in Italia rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo risultato era il frutto di una crescita contenuta degli arrivi domestici a fronte di un aumento più sostenuto degli arrivi dall’estero; per i turisti stranieri aumentavano inoltre i giorni medi di permanenza, con un incremento della spesa complessiva. L’Istat corregge quella stima con un lieve ribasso. Nel secondo trimestre 2026 il complesso degli esercizi ricettivi ha registrato decine di milioni di arrivi e di presenze turistiche. Rispetto allo stesso periodo del 2025, i flussi turistici hanno evidenziato una lieve diminuzione degli arrivi, compensata però da un aumento delle presenze totali. La componente straniera rappresenta la maggioranza schiacciante dei flussi complessivi.

Il settore extra-alberghiero — considerando anche gli alloggi in case e appartamenti dati in affitto breve gestiti sia in forma imprenditoriale che non — continua a contribuire in modo determinante. Come avviene da anni, si conferma che l’incremento tendenziale più ampio delle presenze riguarda proprio gli esercizi extra-alberghieri, mentre il settore alberghiero cresce a un ritmo più contenuto. Negli esercizi extra-alberghieri le presenze sono aumentate sia per gli italiani sia per gli stranieri, con una dinamica leggermente più sostenuta per questi ultimi. Negli alberghi, a una lieve crescita della clientela italiana si contrappone un incremento più marcato di quella straniera. Nel secondo trimestre la permanenza media dei clienti registra una lieve crescita rispetto al 2025, confermandosi più alta per gli stranieri rispetto agli italiani. Come si vede, si confermano sia il traino del turismo estero, sia l’aumento delle notti di permanenza e quindi della spesa in Italia. Le prime stime parziali di luglio e altri dati di settore vanno nella stessa direzione: la forte dinamica espansiva della domanda internazionale verso l’Italia è testimoniata dal netto incremento delle ricerche aeree per i viaggi estivi rispetto al 2025. Inoltre, i voli offerti dalle compagnie aeree verso l’Italia sono cresciuti più di quelli verso Francia, Spagna e Grecia. Considerando la crescita costante del contributo del turismo all’economia italiana e all’occupazione registrata negli ultimi anni, ci sono tutte le basi per ritenere che il bilancio finale del 2026 vedrà un ulteriore rialzo di queste cifre.

di 

Domenico Labussola 

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