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Saldi: “dalla Conferenza delle Regioni un passo indietro a favore di alcune catene”

Saldi: “dalla Conferenza delle Regioni un passo indietro a favore di alcune catene”

Le Regioni potranno anticipare la data di avvio rispetto al primo agosto 2020. Federmoda: "decisione che crea ulteriore confusione e favorisce competizioni inopportune su territori limitrofi".

La Conferenza delle Regioni ha accolto l'indirizzo che permette di anticipare, sulla base delle esigenze del tessuto economico, la data di avvio dei saldi rispetto al primo agosto 2020. “Una decisione che riapre un tema, quello della data unica dei saldi tra le regioni, che sembrava, almeno quest’anno, superato con l’indirizzo dato il 7 maggio scorso di posticipare la data di avvio delle vendite di fine stagione al primo agosto”. Così il presidente di FederazioneModaItalia-Confcommercio, Renato Borghi, secondo il quale “si va nella direzione opposta al recente indirizzo assunto e non si tiene conto della volontà di gran parte delle aziende multibrand che si è espressa a larga maggioranza a favore del posticipo della data unica dei saldi. Pare inspiegabile un cambio di orientamento così repentino senza ulteriori interlocuzioni con chi rappresenta le imprese del dettaglio moda. E comunque è una decisione che crea ulteriore confusione e favorisce competizioni inopportune su territori limitrofi, esponendo anche le imprese a rincorrere questa assurda decisione per essere pronte a livello organizzativo”. Una cosa è comunque certa, conclude Borghi: “nei saldi, i negozi ottengono liquidità, ma perdono marginalità e i conti aziendali stanno in piedi con i margini e non con la liquidità. Questo almeno per quanto riguarda i negozi indipendenti multimarca che rappresentano la massa critica degli associati di FederazioneModaItalia”.

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