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NEL 2020 IL PIL HA FATTO REGISTRARE UNA CADUTA DEL 7,8% IN PROVINCIA DI RAGUSA RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE, L’ANALISI DI CONFCOMMERCIO

Nel 2020 il Pil in provincia di Ragusa ha fatto registrare una caduta del 7,8% rispetto all’anno precedente  Confcommercio: “La contrazione di entità eccezionale dovuta agli effetti economici delle misure di contenimento strettamente connesse all’emergenza sanitaria”

Nel 2020 il Pil, in provincia di Ragusa, ha fatto registrare una caduta del 7,8% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è diminuito dell’8,9%. Lo ha reso noto l’Istat spiegando che “nel 2020 l’economia, a tutti i livelli, ha registrato una contrazione di entità eccezionale per gli effetti economici delle misure di contenimento connesse all’emergenza sanitaria”. Il valore aggiunto ha registrato cali in volume in tutti i settori: -6,0% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca; -11,1% nell’industria in senso stretto; -6,3% nelle costruzioni e -8,1% nelle attività dei servizi. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -6% (+1,8% nel 2019). Dal lato dell’offerta di beni e servizi, il valore aggiunto ha segnato cadute marcate, particolarmente nelle attività manifatturiere e in alcuni comparti del terziario. La contrazione dell’attività produttiva si è accompagnata a una decisa riduzione dell’input di lavoro e dei redditi. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche ha registrato un netto peggioramento rispetto al 2019 per la caduta delle entrate e per il consistente aumento delle uscite, dovuto alle misure di sostegno introdotte per contrastare gli effetti della crisi su famiglie e imprese.

Nel 2020, inoltre, la spesa per consumi finali delle famiglie residenti in provincia di Ragusa è scesa in volume del 10,7% (+0,3% nel 2019). Sul territorio economico, la spesa per consumi di beni è calata del 6,4% e quella per servizi del 16,4%. In termini di funzioni di consumo le cadute più accentuate, in volume, riguardano le spese per alberghi e ristoranti (-40,5%), per trasporti (-24,7%), per ricreazione e cultura (-22,5%) e per vestiario e calzature (-20,9%). Le uniche componenti di spesa che segnano una crescita sono alimentari e bevande non alcoliche (+1,9%), comunicazioni (+2,3%), e abitazione, acqua, elettricità, gas ed altri combustibili (+0,6%).

“Un altro dato che preoccupa – spiega il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti – è che nel 2020 la pressione fiscale complessiva, ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil, è risultata pari al 43,1%, in aumento rispetto all’anno precedente. L’aumento si spiega con la minore flessione delle entrate fiscali e contributive (-6,4%) rispetto a quella del Pil a prezzi correnti (diminuito del 7,8%). Il quadro che viene fuori dal 2020 evidenzia la gravità della situazione. Stavolta sono i numeri a dirci quanto pesante è il problema che abbiamo dovuto affrontare e come dobbiamo cercare di fare il possibile, attraverso l’adozione di specifiche contromisure, per venire fuori”.

 

Ragusa, 3 marzo 2021

 

         Presidente provinciale Confcommercio Ragusa

                         Gianluca Manenti

                                                                                                     Ufficio stampa Giorgio Liuzzo                                                                                                   

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