Insegnanti e famiglie manifestano nei pressi del ministero dell’Istruzione a Trastevere per reclamare la riapertura della scuola a settembre in continuità e sicurezza durante la Fase 2 dell’emergenza per il Covid-19 Coronavirus, Roma, 23 maggio 2020. ANSA/ANGELO CARCONI

I DATI ISTAT DEL MESE DI APRILE, CONFCOMMERCIO PROVINCIALE RAGUSA: “ANCHE NELL’AREA IBLEA CROLLANO LE VENDITE AL DETTAGLIO”

L’effetto lockdown sui consumi, ecco i dati Istat di aprile Il presidente provinciale Confcommercio Ragusa Gianluca Manenti “Anche nell’area iblea sono crollate le vendite al dettaglio”

L’effetto lockdown sui consumi si traduce in un crollo delle vendite al dettaglio ad
aprile: secondo dati Istat, su base annua, il calo è stato del 26,3% in valore e del
28,1% in volume mentre su base mensile rispetto a marzo le vendite sono calate del
10,5% in valore e dell’11,4% in volume. E’ quanto riferisce il presidente provinciale
Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, scendendo più nel dettaglio su quanto
accaduto pure nell’area iblea. “A pesare – afferma Manenti – sono soprattutto le
vendite di beni non alimentari, mentre il commercio elettronico accelera. Ad aprile
l’Istat ha segnalato una diminuzione congiunturale delle vendite di beni non
alimentari (-24,0%) dovuta alla chiusura di molte attività per l'intero mese a causa
dell'emergenza sanitaria Covid-19. Di contro, su base annua, le vendite del comparto
alimentare crescono sia nella grande distribuzione (+6,9%), sia nelle imprese operanti
su piccole superfici (+11,2%), mentre le vendite dei beni non
alimentari diminuiscono in misura consistente (rispettivamente -62,2% e -51,5%). In
alcuni settori, però, le diminuzioni sono impressionanti: ad esempio per calzature,
articoli in cuoio e da viaggio si parla del -90,6%, per mobili, articoli tessili e
arredamento del -83,6%, così pure per Abbigliamento e pellicceria (-83,4%) e Giochi,
giocattoli, sport e campeggio (-82,5%). Nella grande distribuzione cresce il divario
tra gli esercizi specializzati (-76,8%), maggiormente colpiti dalla chiusura imposta
dalle misure di isolamento, e gli esercizi non specializzati (-1,5%), che sono rimasti
per lo più aperti. Ecco perché sosteniamo da settimane che sono necessarie adeguate
iniezioni di liquidità per le imprese del settore in questione. Altrimenti non se ne
uscirà più. E molte tra queste realtà saranno costrette a chiudere definitivamente i
battenti. Con tutto ciò che questo potrà comportare sul fronte dell’impoverimento del
tessuto sociale della nostra realtà”.
Ragusa, 6 giugno 2020

Presidente provinciale Confcommercio Ragusa
Gianluca Manenti

Ufficio stampa Giorgio Liuzzo

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