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FAQ DECRETO CURA ITALIA

fonte : https://www.confcommercio.it/-/faq-decreto-cura-italia

Le risposte ai dubbi e agli interrogativi delle imprese
Aggiornato al 20 marzo 2020

In questa pagina sono riportate, in sintesi, le risposte alle vostre domande più frequenti concernenti il decreto legge “Cura Italia” approvato dal governo il 17 marzo 2020.
Per ogni FAQ abbiamo indicato la fonte della risposta e la data di risposta, che vi invitiamo a tenere presente, perché è nostra cura aggiornare le risposte qualora ci fossero novità.
Invitiamo le imprese che abbiano necessità di ulteriori chiarimenti a rivolgersi alla propria associazione territoriale o federazione.

  • Il decreto legge “Cura Italia” sospende il pagamento delle bollette per tutti i nostri negozi (acqua, elettricità, gas e rifiuti)?

No. La sospensione dei pagamenti di fatture di energia elettrica, gas, acqua e rifiuti, vale solamente per i comuni della ex zona rossa (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova Dei Passerini, Vo’ Euganeo) e fino al 30 aprile 2020, e l’articolo 4 del decreto legge n. 9/2020.

— Fonte Confcommercio, Settore Ambiente e Utilities


  • Non riesco a pagare l’affitto dei locali commerciali. Che strumenti legali ho a disposizione per non andare incontro alle conseguenze di un possibile inadempimento?

Il decreto legge Cura Italia riconosce espressamente l’emergenza epidemiologica attuale come possibile causa di inadempimenti contrattuali (anche solo temporanei), escludendo al contempo il diritto al risarcimento del danno del creditore.
Tale previsione non determina automaticamente la totale liberazione del debitore dai propri obblighi contrattuali ma dovrà essere interpretata di volta in volta, in ogni eventuale singola controversia giudiziaria, per verificare se l’impossibilità della prestazione sia effettivamente imputabile all’emergenza in corso e non al debitore e se questa sia assoluta o solo temporanea, causando un ritardo (superabile, ad es. posticipando il pagamento di una somma dovuta).
Si potrebbe, quindi, avviare il contatto con la proprietà per tentare, anche sulla base di questa disposizione, di rivedere bonariamente la disciplina contrattuale nell’interesse di entrambe le parti (es. dilazione dei pagamenti oppure, ove possibile, riduzione del canone).

— Fonte Confcommercio, Settore Commercio e legislazione d’impresa


  • In favore di quali categorie di professionisti è riconosciuta per il mese di marzo l’indennità di 600 euro?

L’indennità viene erogata in favore di tutti i liberi professionisti che hanno una partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020. Possono accedervi anche i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi sempre al 23 febbraio. Questi soggetti devono però essere iscritti alla Gestione separata, non essere titolari di pensione o iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

— Fonte Confcommercio, Settore Welfare

 


  • Quali sono le misure previste invece a sostegno del reddito dei lavoratori autonomi?

È prevista un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro a beneficio dei lavoratori autonomi (esercenti attività commerciali, artigiani e coltivatori diretti) iscritti alle rispettive gestioni INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

— Fonte Confcommercio, Settore Welfare

  • Quali sono le modalità per accedere alle indennità?

Per l’accesso a queste indennità i soggetti interessati dovranno presentare domanda all’Inps.
Lo stesso istituto provvederà poi all’erogazione, nel limite di spesa complessivo stabilito per ciascuna categoria di beneficiari.
Operativamente le modalità di presentazione della domanda sono ancora allo studio e verranno chiarite nei prossimi giorni.

— Fonte Confcommercio, Settore Welfare

  • È possibile usufruire contemporaneamente di più indennità?

No. Le varie indennità non sono cumulabili, e vi è anche l’incompatibilità con chi percepisce il reddito di cittadinanza.

— Fonte Confcommercio, Settore Welfare

  • A chi si applica la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi Inail e quali sono le modalità di ripresa dei versamenti?

Innanzitutto c’è una sospensione prevista per le categorie più colpite dai provvedimenti emergenziali come Turismo, Pubblici esercizi ed altri.
Per queste categorie che sono elencate nell’articolo 61 del decreto la sospensione riguarda sia marzo che aprile. La ripresa dei pagamenti andrà, quindi, fatta al 31 maggio o in un’unica soluzione o in un massimo di 5 rate mensili, ovviamente senza sanzioni e interessi.

— Fonte Confcommercio, Settore Welfare

  • E per chi non rientra nell’elenco di queste categorie?

Per tutti gli altri esercenti attività d’impresa, arte o professione è comunque prevista una sospensione dei versamenti contributivi e assicurativi che vale però, al momento, per il solo mese di marzo e a condizione che tali soggetti abbiano ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge ed abbiano il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato.
Anche qui la ripresa dei pagamenti sarà da effettuare – senza applicazione di interessi – in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o sempre mediante rateizzazione fino ad un massimo di 5 rate mensili.

— Fonte Confcommercio, Settore Welfare

  • Sono stabilite sospensioni di versamenti per soggetti non rientranti nelle categorie di cui ai due punti precedenti, ossia quelle più colpite dai provvedimenti restrittivi e quelle con ricavi sotto i 2 milioni?

Sì, tuttavia in favore di tali soggetti è garantita solo la proroga al 20 marzo 2020 dei versamenti in scadenza il 16 marzo 2020 per le pubbliche amministrazioni, inclusi quelli inerenti ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

— Fonte Confcommercio, Settore Welfare

  • L’assicurazione obbligatoria opera nei casi accertati di infezione da coronavirus in occasione di lavoro? Se sì, si registrerebbero impatti sul tasso medio per andamento infortunistico?

Sì, la tutela assicurativa Inail è garantita anche in tali casi, previa trasmissione telematica all’Istituto, da parte del medico, di apposito certificato. L’Inail assicura le prestazioni anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro.
Gli eventi in questione, però, non sono computati ai fini della determinazione del tasso medio e, dunque, non incidono in termini di oscillazione del tasso applicato all’azienda. In questo modo è scongiurato il rischio di un aumento del tasso per le aziende i cui lavoratori siano stati colpiti dal Coronavirus.

— Fonte Confcommercio, Settore Welfare

  • La tassa di vidimazione, ovvero il versamento annuale della tassa di vidimazione dei libri sociali per le società capitali, è stata sospesa?

La vidimazione dei registri societari non rientra nella sospensione e, quindi, va effettuata nei termini. Se non si ottempera, di conseguenza, si va incontro a sanzioni.

— Fonte Confcommercio, Settore Fisco

  • La mia impresa ha un mutuo già in corso. È possibile ridurre l’importo delle rate e ottenere nuova liquidità dalla mia banca?

. Il decreto “Cura Italia” contiene una misura che, attraverso l’intervento dello Stato in qualità di garante tramite il Fondo di garanzia PMI, rende più semplice – per le imprese che fino alla crisi avevano i requisiti per accesso al credito – la rinegoziazione di un mutuo già in essere con la stessa banca finanziatrice. Questo consente di ridurre l’importo dell’attuale rata e allungare i tempi di rimborso. Un aspetto interessante è che viene anche prevista, contestualmente alla rinegoziazione, la concessione di nuova liquidità all’impresa richiedente, per almeno il 10% del debito residuo del mutuo rinegoziato.

— Fonte Confcommercio, Settore Credito e Incentivi

  • Sono un professionista e ho necessità di disporre di liquidità per alcune spese contingenti. È prevista qualche agevolazione per me?

Il decreto “Cura Italia” prevede la possibilità per lo Stato di garantire, tramite il Fondo di garanzia PMI, anche i professionisti e le partite IVA per nuovi finanziamenti fino a 18 mesi e di importo fino a 3 mila euro. L’intervento del Fondo di garanzia, rendendo meno oneroso per la banca il finanziamento, vuole facilitarne la concessione.

— Fonte Confcommercio, Settore Credito e Incentivi

  • Ho un finanziamento tramite scoperto di conto corrente, corro il rischio che la mia banca mi revochi l’affidamento?

No. Il decreto “Cura Italia” prevede una “moratoria straordinaria” volta ad aiutare le imprese a superare la fase più critica della caduta dell’attività connessa con l’epidemia Covid-19.
La misura prevede che le linee di credito accordate “sino a revoca” e i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti – sia per la parte utilizzata che per quella non utilizzata – non possano essere revocati, in tutto o in parte, fino al 30 settembre 2020.
Possono beneficiare della moratoria, facendone richiesta alla banca o altro intermediario finanziario creditore, le micro, piccole e medie imprese italiane che alla data di entrata in vigore del decreto hanno in essere prestiti o linee di credito da banche o altri intermediari finanziari.

— Fonte Confcommercio, Settore Credito e Incentivi

  • Sono un’impresa, come posso sospendere il pagamento delle rate del mio mutuo?

Il decreto legge “Cura Italia” prevede anche una “moratoria straordinaria” per aiutare le imprese che presentano richiesta alla propria banca a superare la fase più critica della caduta dell’attività connessa con l’epidemia Covid-19.
La misura prevede che per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino a tale data. Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato senza alcuna formalità, assicurando l’assenza di nuovi o maggiori oneri sia per l’impresa, che per la banca. È facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi della quota capitale dei mutui.

— Fonte Confcommercio, Settore Credito e Incentivi

  • Che cos’è il Fondo di garanzia per le PMI e quali benefici mi può fornire?

Il Fondo di garanzia PMI è lo strumento pubblico di garanzia che supporta le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario perché non dispongono di sufficienti garanzie. La garanzia del Fondo è una agevolazione del Ministero dello sviluppo economico, che può essere attivata solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari a favore di micro, piccole e imprese e professionisti. Il Fondo non interviene direttamente nel rapporto tra banca e cliente: tassi di interesse, condizioni di rimborso ecc., sono lasciati alla contrattazione tra le parti. La garanzia del Fondo consente ai soggetti finanziatori di minimizzare il proprio rischio e cercando di favorire, in termini concreti, una maggiore propensione del sistema creditizio ad erogare finanziamenti.
L’impresa e il professionista devono essere valutati in grado di rimborsare il finanziamento garantito.

— Fonte Confcommercio, Settore Credito e Incentivi

  • Quali sono gli ammortizzatori sociali a cui possono far riferimento le aziende/datori di lavoro che riducono o sospendono l’attività a causa dell’emergenza epidemiologica?

Le imprese del commercio, turismo, servizi e trasporti possono accedere ai trattamenti di cassa integrazione in deroga prevista dal decreto legge “Cura Italia” e all’assegno ordinario di integrazione salariale (FIS – Fondo d’Integrazione Salariale) riconosciuto ai datori di lavoro con più di 5 dipendenti. Tale facoltà è prevista anche per i datori di lavoro NON imprenditori come le associazioni sindacali e di categoria.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Per accedere all’assegno ordinario (FIS – Fondo d’Integrazione Salariale) è necessario espletare l’intera procedura sindacale prevista dal D. Lgs 148/2015?

Il decreto legge “Cura Italia” tende a semplificare le ordinarie procedure da attuare per il riconoscimento delle forme di sostegno introducendo la possibilità di espletare la procedura sindacale (informazione, consultazione, esame congiunto) anche per via telematica, ma in ogni caso non è necessario un accordo sindacale.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Quali sono le aziende che possono richiedere la cassa in deroga?

Le aziende/datori di lavoro che hanno fino a 5 dipendenti e quelle rientranti nella disciplina della CIGS – Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (per i nostri settori: imprese esercenti attività commerciali, comprese quelle della logistica, che occupino mediamente più di 50 dipendenti inclusi gli apprendisti e i dirigenti; agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici, che occupino mediamente più di 50 dipendenti inclusi gli apprendisti e i dirigenti; imprese di vigilanza, che occupino mediamente più di 15 dipendenti inclusi gli apprendisti e i dirigenti).

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Quali sono le procedure da seguire per l’accesso alla CIGD – Cassa Integrazione Guadagni in Deroga?

L’accesso allo strumento è consentito previo accordo con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, che può essere concluso anche per via telematica. Per le imprese con meno di 5 dipendenti non c’è bisogno della stipula dell’accordo.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Un’azienda con più di 50 dipendenti a quale ammortizzatore sociale può accedere?

Deve accedere alla cassa integrazione in deroga o se debbano accedere alla cassa ordinaria con codice Codiv-19. Può accedere alla Cassa Integrazione Guadagni (CIGO) solamente chi rientra nell’ambito di applicazione della CIGO, ai sensi dell’art. 10 del d.lgs. n. 148/2015, fatte salve ovviamente disposizioni ministeriali estensive che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni.
Per il resto, le imprese commerciali con più di 50 dipendenti rientrano certamente nell’ambito di applicazione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) fermo restando che con l’emanazione del DL n. 18/2020 è stata prevista una disciplina speciale per le aziende che a fronte dell’emergenza COVID 19 si sono trovate costrette a ridurre o a sospendere l’attività lavorativa.
A tal proposito la nuova norma ha previsto che l’applicazione della CIGD sia estesa alle imprese alle quali non siano applicabili le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, dove si presume che le specifiche tutele siano connesse alla causale COVID 19, e cioè le imprese che non possono attivare la CIGO o l’Assegno Ordinario.
Pertanto per i nostri settori si ritiene siano destinatarie della CIGD anche le imprese esercenti attività commerciali, che occupino mediamente più di 50 dipendenti, inclusi gli apprendisti e i dirigenti.
Resta ferma la possibilità, per durate più lunghe ma con la sola deroga dei termini procedurali, di poter applicare la CIGS per crisi aziendale ai sensi anche del DM n. 94033/2016. In tal caso l’accordo stipulabile è per l’intera azienda.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Qual è la durata dei trattamenti di integrazione salariale previsti dal decreto “Cura Italia”?

I trattamenti hanno una durata di 9 settimane e non vengono computati ai fini della durata massima previsti dalla legge in materia di integrazione salariale.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • In che misura è riconosciuto il trattamento di integrazione salariale?

Il trattamento di integrazione salariale è pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate.
L’importo è riconosciuto entro i massimali stabiliti annualmente e per il 2020 indicati nella circolare Inps 20/2020.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • • Da quando parte la decorrenza delle misure previste?

Dal 23 febbraio 2020.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • In caso di attivazione dei trattamenti di integrazione salariale deve essere riconosciuto il contributo addizionale?

In deroga alla normativa vigente in tema di integrazioni salariali il contributo addizionale non deve essere corrisposto.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Se un’azienda ha già in corso il trattamento di assegno di solidarietà (FIS – Fondo d’Integrazione Salariale) può procedere con l’applicazione degli strumenti di sostegno previsti per la fase emergenziale?

Il decreto legge “Cura Italia” ha previsto la possibilità di convertire l’assegno di solidarietà con l’assegno ordinario che sospende e sostituisce il procedimento già in corso in modo da coprire le ore di lavoro residue che non possono essere prestate a causa della sospensione totale dell’attività.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Sono previsti dei congedi speciali per i lavoratori che si assentano dal lavoro per assistere i figli a seguito della chiusura delle strutture scolastiche?

È previsto un periodo di congedo di 15 giorni, indennizzato al 50% della retribuzione o di 1/365° del reddito, per i lavoratori dipendenti, i lavoratori iscritti alla gestione separata e gli autonomi iscritti all’INPS, con figli fino a 12 anni.
Il limite di età non si applica in presenza di figli con disabilità grave.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Entrambi i genitori hanno diritto ad fruire di 15 giorni di congedo?

La fruizione del congedo è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di 15 giorni, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Oltre ai congedi speciali, sono previsti altri strumenti a favore dei genitori che devono assentarsi dal lavoro a seguito della sospensione dei servizi educativi?

In alternativa alla fruizione del congedo è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo di 600 euro.
Inoltre, i genitori lavoratori dipendenti con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni hanno diritto di astenersi dal lavoro senza corresponsione di indennità e con diritto alla conservazione del posto di lavoro.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Per l’assistenza di persone con disabilità ai sensi della Legge 104 sono previsti permessi speciali?

È prevista la possibilità di incrementare di ulteriori complessive 12 giornate, usufruibili per i mesi di marzo e aprile 2020, il numero dei giorni di permesso mensile retribuito ex art. 33, Legge n. 104/1992.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Come deve essere considerato il periodo trascorso dai lavoratori in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ai fini della gestione del rapporto di lavoro?

Tali misure sanitarie sono equiparate a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non sono computabili ai fini del periodo di comporto.
Gli oneri a carico del datore di lavoro e degli Istituti previdenziali connessi alle tutele sanitarie adottate sono posti a carico dello Stato.
L’assenza deve essere supportata da certificazione medica attestante l’adozione di una delle misure di sorveglianza sanitaria o lo stato di malattia accertata da COVID 19, ed il lavoratore dovrà darne comunicazione al datore di lavoro.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • È riconosciuto un diritto di precedenza nello svolgimento di lavoro in modalità agile per alcune categorie di lavoratori?

I lavoratori disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile.
Inoltre, ai lavoratori affetti da gravi patologie con ridotta capacità lavorativa, è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento di smart working.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

  • Sono previste misure speciali di sostegno al reddito per i lavoratori danneggiati dal COVID 19?

Per i lavoratori dipendenti e autonomi, inclusi i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria che, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, viene istituito il “Fondo per il reddito di ultima istanza” volto a garantire il riconoscimento di una indennità le cui modalità di attribuzione saranno determinate da un decreto del Ministro del Lavoro e Politiche sociali.

— Fonte Confcommercio, Settore Lavoro

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