DEMOGRAFIA D’IMPRESE A RAGUSA, ECCO I DATI CON GLI EFFETTI DELL’AVVENTO DEL CORONAVIRUS. CONFCOMMERCIO: “SEMPRE PIU’ DESERTIFICAZIONE IN CENTRO STORICO”

DEMOGRAFIA D’IMPRESE A RAGUSA, ECCO I DATI CON GLI EFFETTI DELL’AVVENTO DEL CORONAVIRUS. CONFCOMMERCIO: “SEMPRE PIU’ DESERTIFICAZIONE IN CENTRO STORICO”
Il centro storico superiore di Ragusa

DEMOGRAFIA D’IMPRESE A RAGUSA, ECCO I DATI CON GLI EFFETTI DELL’AVVENTO DEL CORONAVIRUS. CONFCOMMERCIO: “SEMPRE PIU’ DESERTIFICAZIONE IN CENTRO STORICO”

Demografia d’impresa a Ragusa, ecco come è cambiata con l’avvento del coronavirus. Confcommercio: “Dal 2012 all’anno scorso la desertificazione commerciale rappresenta un segno dei tempi. Necessaria una rigenerazione”

L’avvento del coronavirus ha totalmente sconvolto il commercio globale. Alcuni settori sono stati colpiti più di altri, basti pensare al turismo o agli esercizi commerciali. Altri settori, invece, hanno registrato una notevole crescita, come ad esempio quello alimentare, le imprese che producono forniture mediche o articoli per l’igiene, oppure dispositivi di protezione come le mascherine. Le aziende hanno dovuto adeguarsi alle esigenze della situazione, introducendo nuovi strumenti, incrementando i servizi offerti e aumentando la presenza online. Il digitale ha assicurato alla maggior parte delle imprese di poter continuare a lavorare anche sotto pandemia e di ampliare, in alcuni casi, il proprio raggio d’azione.

Ma come è cambiata la demografia delle imprese nella città di Ragusa? Quali le ripercussioni determinate dal periodo pandemico? “Il nostro centro studi – sottolinea il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti – ha preso come punto di riferimento il territorio del capoluogo di provincia analizzando i dati del commercio al dettaglio. In pratica, ci sono tre rilevazioni: nel 2012, nel 2018 e nel 2020 e due voci, gli esercizi del centro storico e quelli che non si trovano nel centro storico. Nel primo caso, cioè il 2012, gli esercizi del centro storico erano 512 e quelli delle altre aree 311; nel 2018, 413 nel centro storico e 319 nelle altre aree; nel 2020, 392 nel centro storico e 307 nelle altre aree”.

In particolare, emerge che gli esercizi non specializzati nel 2012 erano 18 nel centro storico e 30 nelle altre aree; 19 nel 2018 e 31 nelle altre aree; nel 2020, inoltre 17 (cs) e 30 (ncs). Questa, invece, la voce riguardante i prodotti alimentari e le bevande: 63 nel 2018 per quanto riguarda il centro storico, 44 nelle altre aree, 57 (cs) e 30 (ncs) nel 2018; 54 (cs) e 30 (ncs) nel 2020. E, ancora, alberghi, bar e ristoranti 170 in centro storico nel 2012, 224 non in centro storico; 171 (cs) e 322 (ncs) nel 2018; 175 (cs) e 355 (ncs) nel 2020. “Di fatto – aggiunge Manenti – i beni alimentari sono stati i prodotti più acquistati durante il lockdown, con un aumento del 30,7%. Questi dati, inoltre, ci danno una panoramica di come stia cambiando il tessuto commerciale delle nostre città: i negozi stanno sparendo dai centri storici, come anche le attività ricettive e di ristorazione. Rimangono farmacie e negozi di informatica e comunicazioni che in controtendenza registrano vendite in positivo. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria desertificazione commerciale delle nostre città. Dobbiamo da un lato sostenere le imprese più colpite dai lockdown e introdurre finalmente una giusta web tax. Dall’altro, mettere in campo un urgente piano di rigenerazione urbana per favorire la digitalizzazione delle imprese e rilanciare i valori identitari delle nostre città”.

 

 

Ragusa, 30 luglio 2021

                                                                          

Presidente provinciale Confcommercio Ragusa

                        Gianluca Manenti

                                                                                                       Ufficio stampa Giorgio Liuzzo

                                                                                                  

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