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Caos Liguria, Uggè: “qualcuno se ne deve andare e pagare”

Caos Liguria, Uggè: “qualcuno se ne deve andare e pagare”

“Occorrerà quantificare i danni arrecati all’economia nazionale dalla inspiegabile decisione che ha prodotto in Liguria una situazione assurda. Soprattutto occorrerà individuare chi li ha generati”. Così il vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio, Paolo Uggè, sulla decisione che ha costretto Aspi a dover ricominciare ad effettuare i controlli sulle gallerie quando erano state effettuate le verifiche per il 95% di queste. “Una decisione che ha un responsabile. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La logistica del nord ovest, e in particolare l’economia genovese, oltre a tutti gli utenti della strada, sembrerebbero essere stati penalizzati dalle decisioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che aveva condiviso programma dei lavori e relativa pianificazione”, dichiara Uggè.

Conftrasporto ricorda le dichiarazioni rese dal ceo di Aspi al Corriere della Sera del 21 luglio scorso, che parlano di nuove disposizioni che hanno modificato le regole di ispezione costringendo di fatto a ricominciare tutto da capo. “Per lui – ricorda Uggè – le regole sarebbero state applicate in modo mirato, solo per la stessa Aspi e solo per la Liguria. Delle due l’una: o le regole servono per dare sicurezza agli utenti della strada e devono essere applicate per tutte le gallerie presenti sulla rete stradale, oppure c’è qualcosa da chiarire”. “Il fatto è gravissimo e, se non sarà smentita la ricostruzione, qualcuno dovrà farsi carico dei danni generati – prosegue il vicepresidente di Conftrasporto – Innanzitutto attraverso una class action ma soprattutto sollevando dall’incarico chi ha assunto una simile decisione”.

“Ora – aggiunge Uggè – si tratta di verificare se le cose sono andate come descritte dal ceo di Aspi oppure no. Anche in questo caso, delle due l’una: si manda via chi ha emanato una disposizione ‘mirata’ o si chiede conto all’amministratore che ha fornito una ricostruzione non rispondente al vero e infamante per il ministero. ‘Tertium non datur’”.

“Le nostre imprese hanno subito danni; i conducenti e gli utenti hanno vissuto condizioni insostenibili, ma insieme a questo è stata colpita la competitività del Paese. Ci sarà un responsabile che deve pagare. Gli italiani hanno il diritto di sapere perché questo è avvenuto – ribadisce Uggè – e Conftrasporto lo chiede con determinazione”.

“Comprendo che l’attività ispettiva appartiene ai membri del Parlamento, ma noi che rappresentiamo le imprese non possiamo far finta di nulla”, conclude il vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio.

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