È intervenuto con un articolato intervento nella seduta aperta del Consiglio comunale il presidente sezionale di Confcommercio Pozzallo, Gianluca Manenti, per esporre la posizione dell’associazione di categoria sul tema delle concessioni demaniali e sulla gestione del litorale cittadino, al centro di un acceso dibattito pubblico nelle ultime settimane. Manenti, che è anche presidente provinciale e regionale dell’associazione, ha aperto il suo intervento, alla presenza di un nutrito numero di concessionari che fanno parte dell’organizzazione, ricordando di parlare “da pozzallese prima ancora che da rappresentante di categoria”, invitando l’aula a un confronto basato sui fatti e non sulle percezioni. «Quando una comunità discute del proprio mare – ha affermato – non discute soltanto di sabbia. Discute della propria identità, della propria economia, del futuro dei propri figli. Ecco perché siamo qui per parlare non solo di demanio, ma per capire quali prospettive attendono la nostra città».
Il presidente di Confcommercio ha chiarito alcuni punti normativi spesso distorti nel dibattito pubblico: «Nessuno sta privatizzando il mare di Pozzallo. La legge regionale 15/2005 impone che almeno il 50% degli arenili resti spiaggia libera: è un obbligo inderogabile, non una scelta politica. Eppure, in vent’anni, nessuno lo ha fatto rispettare pienamente». Manenti ha inoltre ricordato che in Sicilia gli stabilimenti balneari occupano appena l’8% della costa e che, nel territorio di Pozzallo, «il 90% della spiaggia è libero, pubblico e gratuito». Da qui la domanda rivolta all’aula: «Se quel 90% non funziona, il problema è davvero il 10% in concessione o la gestione di ciò che è già pubblico?».
Il presidente ha poi affrontato il tema della petizione online che ha alimentato la polemica: «Su 1.504 firme, il 53% proviene da fuori Pozzallo, da 230 comuni italiani e da 20 Paesi esteri. Le firme dei pozzallesi rappresentano meno del 4% della popolazione residente. Rispetto ogni opinione, ma i numeri raccontano altro». Manenti ha richiamato anche la corretta ripartizione delle competenze istituzionali: «Il demanio marittimo è della Regione Siciliana. Le concessioni non le rilascia il Consiglio comunale. Le autorizzazioni seguono il Decreto assessoriale 351/2019. Il Comune ha un ruolo di pianificazione, ma non è il decisore finale».
Da qui un passaggio netto: «Il nemico della spiaggia libera non è il lido balneare. Il nemico della spiaggia libera è l’abbandono. Dove c’è un operatore privato c’è pulizia, sicurezza, presidio. Dove non c’è nessuno avanza il degrado». Guardando al futuro, Manenti ha richiamato una scadenza cruciale: entro il 30 giugno 2027 tutti i Comuni italiani dovranno bandire le gare per le concessioni balneari, che scadranno il 30 settembre 2027: «La selezione avverrà per il 90% sulla qualità del progetto tecnico. Se Pozzallo arriverà impreparata, senza un Piano demaniale aggiornato e senza regole chiare, il rischio è che subentrino grandi gruppi finanziari, sottraendo spazio agli imprenditori locali».
Manenti ha, poi, ribadito il ruolo degli operatori economici: «L’imprenditore non è un soggetto esterno alla comunità. È un cittadino che investe, rischia e crea opportunità. Le Bandiere blu non sono piovute dal cielo: sono il frutto del coraggio di chi ha creduto in questo territorio». Confcommercio Pozzallo ha confermato la propria disponibilità a collaborare con l’amministrazione: «Siamo pronti a sederci al tavolo per aggiornare il Piano demaniale e costruire un bando che premi qualità, accessibilità e sostenibilità. Servono regole chiare, trasparenti e uguali per tutti». In chiusura, Manenti ha lanciato un appello alla responsabilità politica: «Le polemiche passano, le comunità restano. Il mare appartiene a tutti, ma il futuro di Pozzallo appartiene solo a chi avrà il coraggio di costruirlo insieme. Confcommercio è disponibile. La domanda è: lo è anche la politica che ha convocato questa seduta?».
Pozzallo, 18 giugno 2026
Ufficio stampa Giorgio Liuzzo