Agente immobiliare ed esercizio abusivo della professione. Tirrito: “Ecco come è possibile tutelarsi”

Il presidente provinciale Fimaa Ragusa, Ivan Tirrito, alla luce delle numerose segnalazioni che si registrano in provincia, ha diffuso una serie di indicazioni per illustrare alla potenziale clientela la figura dell’agente immobiliare.

“La disciplina di riferimento della professione di agente immobiliare – chiarisce – è posta dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, dal decreto ministeriale 21 dicembre 1990, n. 452, dai decreti ministeriali 26 ottobre 2011 e dalla circolare esplicativa 3648/C. Il mediatore è obbligato alla stipula di una polizza di assicurazione della responsabilità civile a copertura dei danni che possa cagionare alle parti e ai terzi per negligenze o errori professionali, che copra anche i suoi dipendenti e tutti coloro che, a qualsiasi titolo, svolgono l’attività di mediazione per conto dell’impresa. Una delle più importanti e delicate funzioni che l’agente immobiliare è chiamato a svolgere è la valutazione (stima) dell’immobile. Si tratta di una attività il cui esito dipende dalle capacità, dalla serietà e dalla imparzialità dell’agente immobiliare”.

Tirrito poi spiega che l’agente immobiliare, al fine di acquisire l’abilitazione, deve obbligatoriamente frequentare un corso di formazione a cui non può accedere senza un diploma di maturità e “dopo aver superato positivamente il corso riceve un attestato di idoneità che lo abilita solamente a poter sostenere un esame scritto e uno orale (tutt’altro che semplici) presso la Camera di Commercio. La figura del mediatore si pone in mezzo (a garanzia) a due soggetti (compratore venditore – conduttore locatore) che hanno per ovvi motivi, interessi economici opposti. Questi e altri i requisiti richiesti unitamente agli obblighi civili, morali e deontologici, tenuti sotto controllo dagli organi sindacali quali la Federazione italiana degli agenti d’affari in mediazione, cioè la Fimaa Confcommercio”.

Il presidente Tirrito tiene poi a sottolineare che “le figure sempre più emergenti (spesso presenti su aziende di matrice estera) denominati segnalatori, consulenti, broker, assistenti immobiliari, sono privi di abilitazione, preparazione, in alcuni casi agiscono in assenza di rispetto deontologico e correttezza professionale. Queste figure, nella maggior parte dei casi, vengono ricoperte da persone inesperte (temporaneamente disoccupate e a loro volta illuse da facili guadagni) fuorviando con abile astuzia il fruitore del servizio facendogli firmare dei contratti e/o mandati a vendere assolutamente vincolanti (mettendo in stallo il proprio immobile) e illudendo il proprietario, promettendo una veloce vendita grazie alla loro “presunta collaborazione” con tutte le altre agenzie immobiliari del territorio. In poche parole, blindano l’immobile con un contratto sperando che i tradizionali agenti immobiliari lo vendano al loro posto per poi pretendere dal proprietario la loro parcella come da contratto. Le figure non convenzionali ed emergenti agiscono al di sopra delle regole, operano spesso numerosi all’interno di un’unica azienda e sono delle figure prevalentemente abusive incorrendo nelle sanzioni previste dall’art. 348 del Codice di Procedura Penale. (Esercizio Abusivo della Professione). La domanda potrebbe sembrare ovvia: perché gli organi di controllo non intervengono? Gli organi di controllo Italiani sono assolutamente vigili e informati ma non è facile sorprendere un abusivo che opera in modo itinerante”.

La Fimaa, in seno all’ultima riunione del consiglio degli agenti immobiliari di tutta la provincia di Ragusa e a seguire in seno al consiglio regionale, a tutela della propria categoria professionale, prende le dovute distanze da tutto ciò avvisando il consumatore che nessun tipo di collaborazione è posta in essere con tali operatori e diffida ufficialmente quest’ultimi (ai sensi dall’articolo 2 del decreto legislativo 145/2007 – pubblicità ingannevole – e ai sensi dall’art. 348 del Codice di procedura penale) dal persistere su tali metodi ritenuti lesivi sia per l’intera categoria professionale che per il fruitore finale.